Press "Enter" to skip to content

Giselle, dal 1841 il balletto che incantò il mondo

Giselle debuttò all’Academie Royale de la Musique il 28 giugno 1841; gli interpreti principali furono Carlotta Grisi e Lucien Petipa. La storia fu inventata dal poeta Théophile Gautier. Il balletto narra la storia di una contadina, Giselle, che viene corteggiata da Loys, che lei crede un contadino; ma Loys è, in realtà, Albrecht, un duca già fidanzato con Bathilde, una donna del suo rango. L’unico a conoscere la vera identità di Albrecht è Hilarion, un guardiacaccia che ama Giselle da sempre e che è sempre stato respinto dalla ragazza. Giselle esprime la sua felicità danzando, ma arriva al villaggio Bathilde; Hilarion coglie, quindi, l’occasione di vendicarsi, svelando la vera identità di Albrecht. Giselle, che lo ama profondamente, impazzisce dal dolore e muore. Nella morte si unisce al popolo delle Villi, formato da ragazze tradite prima del matrimonio trasformate in spiriti notturni che si vendicano degli uomini facendoli danzare fino alla morte Gautier scrisse Giselle ispirandosi alla Grisi, che egli amava. Ma la danzatrice era compagna di Jules Perrot, coreografo del teatro parigino. La coreografia del balletto venne affidata principalmente a Jean Coralli, che venne aiutato da Perrot. La musica venne scritta da Adolphe-Charles Adam che aggiunse dei brani di Ludwig Minkus e Johann Friedrich Burgmuller. Giselle è considerato il migliore ballet blanc dell’800.





ATTO I
In un villaggio durante la vendemmia

Loys ama, ricambiato, Giselle che lo crede un semplice paesano. In realtà Loys, travestito da contadino, è il Duca Albrecht, destinato a sposare Bathilde, figlia del Principe di Curlandia. Wilfried, suo amico, tenta invano di fargli capire che così facendo farà soffrire Giselle. Hilarion, il guardiacaccia, che è anch’egli innamorato della fanciulla, sua compagna d’infanzia, dubita della sincerità di Loys e tenta di mettere in guardia Giselle ma lei non lo vuole ascoltare così come non vuole accettare i consigli della madre Berthe che le proibisce di danzare perchè è malata di cuore. Berthe racconta la leggenda delle Villi, fanciulle innamorate della danza, morte a causa del tradimento dei loro promessi prima delle nozze e costrette a vagare per la foresta alla ricerca di uomini con i quali danzare fino all’alba. Un corno annuncia l’arrivo di un corteo di caccia. Hilarion si nasconde e vede Loys inquieto. Entra allora nella sua casa e trova la spada con lo stemma che ne attesta l’identità. Il corteo dei cacciatori arriva. E’ guidato dal Principe di Curlandia accompagnato dalla figlia Bathilde. I contadini preparano un banchetto e danzano in onore degli ospiti. Mentre i cacciatori si allontanano Bathilde conversa affettuosamente con Giselle. Hilarion richiama i cacciatori e Bathilde, alla vista di Loys, comunica a tutti che egli è il suo fidanzato Albrecht. Sconvolta dal dolore Giselle impazzisce e muore tra le braccia di Albrecht.

ATTO II
Nella foresta a mezzanotte

Hilarion, tormentato dai rimorsi, vaga nella foresta pensando a Giselle. Sente intorno a se una presenza irreale e, spaventato, fugge. Myrtha, la regina delle Villi chiama le compagne a raccolta e accoglie Giselle nel loro mondo irreale. Le Villi, scorto Hilarion, si lanciano al suo inseguimento. Albrecht, pazzo di dolore, si dispera sulla tomba di Giselle. La fanciulla, commossa, gli appare e cerca di confortarlo. Poi lo nasconde sentendo l’avvicinarsi delle Villi che, trovato Hilarion, lo costringono a danzare fino alla morte. Anche ad Albrecht tocca la stessa sorte. Invano Giselle scongiura le Villi di risparmiarlo ma di fronte al loro rifiuto danza con lui sorreggendolo fino all’alba. Ai primi raggi del sole che nasce, le Villi scompaiono e, con loro, scompare Giselle. Albrecht è salvo ma rimarrà solo per sempre.

«Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001».