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Padova Festival Internazionale di Fotografia PHOTO OPEN UP | 2019


Dal 21 settembre 2019 al 27 ottobre 2019, Padova entra nel circuito nazionale dei Festival di Fotografia

“Dialoghi e Conflitti” il tema della prima edizione. Mostre con le opere di alcuni dei principali maestri della fotografia del ‘900, da Henri Cartier-Bresson a Basilico, ma anche la giovane fotografia italiana, incontri con gli autori, workshop, letture portfolio.


Con la prima edizione di Photo Open Up, Festival Internazionale di Fotografia in programma dal 21 settembre al 27 ottobre prossimi, Padova entra nel circuito nazionale delle manifestazioni di fotografia.
Ideato e prodotto da Comune di Padova, Assessorato alla Cultura e Arcadia Arte, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e la direzione artistica di Carlo Sala, critico d’arte, curatore e docente al Master in Photography dell’Università IUAV di Venezia, il Festival, che ha cadenza annuale, si rivolge sia al grande pubblico che al mondo degli appassionati e degli operatori della fotografia italiani e stranieri.


Basilico | Milano, Ritratti di fabbriche, 1978-1980. Courtesy Museo di Fotografia Contemporanea, Cinisello Balsamo

Andrea Colasio, assessore alla cultura del Comune di Padova spiega: “A Padova mancava una manifestazione di livello dedicata alla fotografia.
Nella nostra città l’offerta culturale è ogni anno di altissimo livello e Padova è anche candidata come “Urbs picta” nella lista di Patrimonio Mondiale dell’Unesco.
C’è un filo conduttore che lega la nostra città alle arti visive. Padova è la città che ha ospitato Giotto e Galileo Galilei: il primo è il genio che ha rivoluzionato la pittura il secondo è inventore del cannocchiale, strumento ottico assai vicino ai moderni obiettivi. Oggi a distanza di secoli, le immagini e la fotografia in particolare occupano un ruolo centrale nella nostra percezione del mondo.
E’ imprescindibile quindi per Padova dedicare un evento culturale di valore nazionale alla fotografia. Lo facciamo con Photo Open Up un Festival che offre delle mostre di altissimo livello qualitativo, nei più prestigiosi luoghi espositivi della città a partire dal Museo agli Eremitani.
Basta pensare al fatto che avremo esposti lavori di Henri Cartier-Bresson, Diane Arbus, Robert Mapplethorpe, David LaChapelle, Gabriele Basilico solo per citarne alcuni, ma allo stesso tempo il Festival è attento anche ai fermenti della giovane fotografia italiana e coinvolge in modo significativo anche la realtà della fotografia padovana”.
Il curatore Carlo Sala illustra il Festival: “Photo Open Up spazia dalle grandi opere dei maestri dell’800 e del ‘900 ai protagonisti della scena attuale fino agli esiti più innovativi della ricerca fotografica internazionale.
Il Festival ogni anno sceglie un tema che è scandagliato in tutti i suoi aspetti con il linguaggio della fotografia e dell’immagine contemporanea. Questa prima edizione è dedicata alla dicotomia “Dialoghi e Conflitti” visti nella loro accezione più ampia, dove questi si manifestano a livello globale ma anche entro le nostre città in rapporto alla nostra vita quotidiana, sospesa tra periferia e centro, tra i processi di inclusione o di esclusione e nella nostra capacità di essere comunità o di asserragliarci dietro l’individualismo.

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Il programma delle mostre

“Dialoghi e Conflitti” visti nella loro accezione più ampia ePhoto Open Up lo fa con una serie di mostre di grande spessore:


Io, l’altro (e l’altrove) Il tema del ‘diverso’ dall’Ottocento ai nostri giorni a cura di Carlo Sala

La mostra Io, l’altro (e l’altrove), sviluppa un percorso fotografico con oltre ottanta pezzi che si snoda dalla seconda metà dell’Ottocento fino ai nostri giorni per raccontare la società attraverso la figura del ‘diverso’, dell’escluso e le vicende di coloro che non si sono arresi al conformismo. Ecco scorrere i vari volti della società, dai ritratti borghesi dello scrittore e fotografo Lewis Carroll, al mondo dei lavoratori secondo August Sander, dalla gente comune raccontata da Mario Giacomelli e Henri Cartier-Bresson alle culture ‘altre’ immortalate negli scatti di Irving Penn e Sebastião Salgado. Anche il tema della bellezza è percorso attraverso una serie di dicotomie: quella ideale proposta da fotografi come Robert Mapplethorpe, Helmut Newton e David LaChapelle è messa in contrasto con i corpi tormentati delle immagini di Joel-Peter Witkin o le fattezze queer che emergono negli scatti di Lisetta Carmi e Nan Goldin. La seconda parte della mostra narra le storie di coloro che hanno deciso volontariamente di muoversi al di fuori delle convenzioni sociali: artisti, attivisti, freaks emergono negli scatti di Diane Arbus, Edward Weston, Wegee fino ad arrivare a quegli artisti come Luigi Ontani o Yasumasa Morimura che hanno abbandonato la propria identità prestabilita per ‘interpretare’ vite che non sono la loro attraverso la pratica del camouflage. Il percorso espositivo proporrà un ampio corpus di opere selezionate all’interno della collezione di Mario Trevisan, una delle più importanti a livello europeo, che tocca gli snodi fondamentali della storia delle fotografia a centottant’anni dalla sua nascita.

Padova festival internazionale fotografia

Autori:
Diane Arbus, Matthew Barney, Manuel Álvarez Bravo, Vanessa Beecroft, John Ernest Bellocq, Hans Bellmer, Erwin Blumenfeld, Ferdinando Brosy, Giusy Calia, Harry Callahan, Silvia Camporesi, Lisetta Carmi, Henri Cartier-Bresson, , Martin Chambi, Julia Margaret Cameron, Lewis Carroll, Giuseppe Cavalli, Maurice Cloche, Edward Sheriff Curtis, Desirée Dolron, Guillaume Duchenne de Boulogne, František Drtikol, Trude Fleischmann, Flor Garduño, Mario Giacomelli, Vincenzo Giacomelli, Paolo Gioli, Nan Goldin, Arnold Genthe, Anton Hautmann, Florence Henri, Seydou Keïta, William Klein, André Kertész, David LaChapelle, William Lake Price, Clarence John Laughlin, Loretta Lux, Urs Lüthi, Robert Mapplethorpe, Ralph Eugene Meatyard, Duane Michals, Pierre Molinier, Yasumasa Morimura, Félix Jacques Antoine Moulin, Carlo Naya, Helmut Newton, Luigi Ontani, , Gordon Parks, Irving Penn, Pierre-Louis Pierson, Agne Raceviciute, Man Ray, Oscar Gustave Rejlander, Marc Riboud, Sebastião Salgado, August Sander, Jean Pascal Sébah, Andres Serrano, Sandy Skoglund, Giorgio Sommer, Joyce Tenneson, John Thomson, Arthur Tress, Richard Tuschman, Paolo Ventura, Roman Vishniac, Wilhelm von Gloeden, Weegee, Edward Weston e Joel-Peter Witkin.

Un paese di dialoghi e conflitti L’Italia vista dai fotografi dell’agenzia Grazia Neri a cura di Carlo Sala

Alla Galleria Cavour mostra Un paese di dialoghi e conflitti espone per la prima volta un’ampia selezione dello straordinario patrimonio fotografico e archivistico della Grazia Neri, una delle più prestigiose agenzie fotografiche europee del Novecento. La rassegna, curata da Carlo Sala, indaga la storia e i mutamenti sociali dell’Italia a partire dalla fine degli anni Sessanta fino alla caduta del Muro di Berlino attraverso gli scatti di alcuni dei più importanti fotoreporter nazionali di quegli anni come Romano Cagnoni, Carla Cerati, Tano D’Amico, Uliano Lucas, Toni Nicolini e Paolo Zappaterra, e di alcuni autori stranieri che gravitavano nel Belpaese.

agenzia Grazia Neri
Immagine tratta dall’archivio dell’Agenzia Grazia Neri

Il percorso espositivo si snoderà attorno al tema del dissenso, della manifestazione e del singolo che si solleva per cambiare la società raccontando le contestazioni studentesche e operaie del 68′ e gli anni di piombo; emergerà anche il ritratto di una nazione sospesa tra vita popolare, lavoro e nuove forme di svago, dove stanno mutando profondamente i costumi e gli stili di vita. A concludere la mostra saranno quelle immagini rivolte ai magazines popolari che raccontavano il lato più spensierato dell’Italia, tra divi del cinema e personaggi televisivi, ma anche figure intellettuali come Italo Calvino, Alberto Moravia e Pier Paolo Pasolini.L’esposizione è promossa dal Comune di Padova in collaborazione con il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo che presterà eccezionalmente un’ampia selezione del Fondo Agenzia Grazia Neri. La mostra sarà dunque composta da una pluralità di materiali capaci di rendere il pulsante mondo dell’agenzia milanese, come stampe fotografiche, provini con appunti di lavoro e diapositive.

Cattedrali Industriali Gabriele Basilico e Paolo Mussat Sartor A cura di Jiewen Xiao, Carlo Sala e Davide Sparti

Al Palazzo del Monte di Pietà, l’opera di due maestri della fotografia italiana contemporanea, Gabriele Basilico, con la celebre serie “Milano. Ritratti di fabbriche 1978-1980”, anche questa tratta dalle collezioni fotografiche del Museo di Fotografia Contemporanea, e Paolo Mussat Sartor, con un eccezionale corpus di fotografie inedite del 1975 intitolato Industrial Sanctuaries. Le architetture industriali di Milano e Torino nelle immagini dei due autori sono inaspettatamente monumentali, prive della presenza umana e cariche di fascino.

Fotografia di Gabriele Basilico
Gabriele Basilico dalla serie Ritratti di fabbriche (1978-80)

Argo La fotografia italiana emergente a cura di Carlo Sala

Negli spazi monumentali dell’Ex Macello sarà visitabile la mostra Argo, una ricognizione sulla generazione di autori italiani nati dagli anni Ottanta che hanno abbandonato i generi tradizionali della fotografia italiana per attuare una serie di ricerche sperimentali e ibride: dalla postfotografia a quella ‘espansa’ in relazione con lo spazio, dalla metafotografia a coloro che hanno voluto rinnovare la visione documentaria e paesaggistica.

Fotografia Coll Couple

Le loro pratiche artistiche sono profondamente condizionate dall’odierna società dell’Ipervisione, un contesto globale che produce una quantità pressoché infinta di immagini immateriali e omologate che scandiscono le nostre esistenze attraverso la rete. Uno degli aspetti che caratterizza le ricerche di questi autori è la volontà di incentivare uno sguardo maggiormente attento e critico sul presente, trattando tematiche di grande attualità come l’identità, la creazione collettiva, l’impatto della tecnologia e dell’immagine nella vita quotidiana, la funzione politica della fotografia e la rilettura della memoria. In mostra venti autori, tra cui, Claudio Beorchia, Alessandro Calabrese, Paolo Ciregia, Discipula, Mimì Enna, Irene Fenara, Christian Fogarolli, Silvia Mariotti, Filippo Minelli, Alessandro Sambini, Alberto Sinigaglia, The Cool Couple e Marco Maria Zanin.

La fotografia e la città

Photo Open Up dedica un importante spazio anche alla fotografia legata alla città: una mostra ripropone a distanza di quasi 30 anni lo straordinario lavoro fotografico, realizzato a quattro mani dai fotografi padovani Giandomenico Tono e Moreno Segafredo, “Dietro il banco.
Padova, luoghi di civiltà quotidiana”
con il quale i due autori hanno documentato in modo rigoroso le botteghe padovane che in quegli anni iniziavano ad affrontare l’impari confronto con i centri commerciali che iniziavano allora a diffondersi.
Di particolare importanza la collaborazione con la Veneranda Arca di S.Antonio che partecipa al Festival con una propria mostra dal titolo “Padova Sacra.
Arte architettura, religiosità e devozione popolare nell’immagine fotografica, 1850-1931”
curata dal collezionista e studioso di storia della fotografia Giuseppe Vanzella, e coordinata da Alessandro Borgato, nella quale si ripercorre il volto della città dell’800 attraverso una straordinaria serie di immagini di vari autori dell’epoca provenienti da collezioni private e pubbliche, e tra queste anche quella della Biblioteca Civica di Padova. La mostra sarà visitabile nei nuovi spazi espositivi del Museo Antoniano alla Basilica del Santo

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Un’ulteriore iniziativa coinvolge il mondo fotoamatoriale padovano nel quale operano numerosi interessanti autori.
Fotoclub Padova, Gruppo Fotografico Antenore, Kinima, Associazione Fantalica e Collettivo Stilema, si sono confrontati con lo stimolante tema del Festival proponendo una serie di interessanti lavori che saranno esposti nel circuito principale della manifestazione.
Il dialogo con il territorio prosegue grazie alla collaborazione con il CUAMM, Medici con l’Africa una delle più importanti organizzazioni sanitarie non governative italiane che è presente al festival con la mostra fotografica “Crossing the river”.
Dedicata alla salute delle donne e dei bambini in Africa è stata realizzata in Uganda, Sierra Leone, Nigeria e Mozambico, dalla fotografa Valeria Scrilatti e dalla giornalista Emanuela Zuccalà in collaborazione con “Zona” per il CUAMM.
Il CSV (Centro Servizi Volontariato) di Padova
in occasione della Festa del Volontariato in calendario a fine settembre, presenta un proprio progetto fotografico dal titolo “Exit” realizzato da Alberto Garavello e Marco Ferrandi di SiAmoArcella che hanno ritratto gli ospiti del Centro Diurno di Salute Mentale di Padova. Un racconto dei percorsi di salute mentale che mantengono viva la speranza di “ri-uscire”
Ancora a ottobre sarà presentato, in occasione della “Notte dei senza dimora” iniziativa di Croce Rossa e Associazione “Noi sulla strada”, un lavoro fotografico in via di realizzazione in proprio in queste settimane in collaborazione con l’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Padova e l’organizzazione sociale “People of the street”.
Un progetto grazie al quale alcuni senza dimora della nostra città, sotto la guida delle fotografe Mara Scampoli e Tamar Shemesh , realizzano in prima persona un racconto fotografico della loro condizione quotidiana.
Le immagini prodotte saranno vendute all’asta in occasione della “Notte dei senza dimora” il prossimo 17 ottobre e il ricavato andrà agli autori che così potranno vedere riconosciuto il valore del loro lavoro fotografico. Da non dimenticare, infine la collaborazione con il gallerista padovano Carlo Silvestrin, da sempre attento al linguaggio della fotografia, grazie alla quale anche le vetrine di Galleria Samonà, in Via Roma ospiteranno alcune interessanti opere fotografiche di Fausto Manara durante il periodo del festival, portando così la fotografia in una delle vie più importanti e frequentate della città

Le altre iniziative

Come tutti i Festival, anche Photo Open Up non si limita alla proposta di mostre, ma anzi punta sulla partecipazione e il coinvolgimento dei visitatori, fotografi e non, attraverso una articolata serie di iniziative che animeranno tutte le cinque settimane della manifestazione. Sono previsti incontri con l’autore, workshop con famosi fotografi, visite guidate alle mostre, letture di portfolio e laboratori con e per le scuole solo per citare i principali. Il calendario ti tutti questi eventi è in via di definizione puntuale in queste settimane.

Le sedi espositive

1) Musei Civici agli Eremitani, Piazza Eremitani
2) Palazzo Zuckermann, Corso del Popolo
3) Palazzo del Monte di Pietà, Piazza Duomo
4) Galleria Cavour, Piazza Cavour
5) Scuderie di Palazzo Moroni, Municipio
6) Palazzo Angeli, Prato della Valle
7) Cattedrale Ex Macello, via Cornaro
8) Museo Antoniano, Piazza del Santo
Orario di apertura dalle 10 alle 18 tutti i giorni escluso il lunedì. Ingresso a pagamento Si può seguire tutto il programma di Photo Open Up, con i suoi aggiornamenti, al sito internet www.photopenup.com. e naturalmente su facebook e instagram

Il Fuori Festival

E’ in via di definizione anche un programma di iniziative FuoriFestival organizzate e gestite da associazioni, privati, singoli fotografi, associazioni di categoria. Prevede mostre, incontri, esposizioni in sedi prestigiose (Pedrocchi e Villa Breda a cura di Mario Dal Molin) ma anche in molti quartieri, in librerie, spazi associativi e negozi, una festa della fotografia e happy hours.


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